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Proposta da Kessler, passa in Consiglio una legge che rivoluzionerà il modo di fare le nomine: pubblicità, trasparenza, competizione, limiti a cumuli di incarichi.
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Questo disegno di legge detta una disciplina organica sulle nomine di competenza della Provincia autonoma di Trento. Si tratta d'un ambito di disciplina attualmente scoperto: la procedura delle nomine provinciali è oggi in massima parte contenuta in singole leggi di settore, che disciplinano l'attività di soggetti, enti, organismi dove la Provincia svolge anche la funzione di scegliere (nominare, o designare, in parte o in tutto) i componenti dei relativi organi. Quindi una serie di leggi, approvate in tempi e con contenuti diversi, che non garantiscono una visione complessiva dei fenomeni e dei problemi relativi alla scelta dei soggetti che assumono incarichi di responsabilità, a vario titolo, nell'ambito di soggetti - pubblici o privati - dove la Provincia esercita funzioni ed assume interessi e ruoli spesso assai rilevanti.
Uno dei grandi temi nell'analisi della politica contemporanea è quello sulla cosiddetta "tecnocrazia". Spesso la macchina amministrativa è talmente complessa e importante che influenza, guidandole, le scelte della politica stessa. Ecco allora l'importanza di garantire un apparato amministrativo di qualità, capace di valorizzare le tante competenze presenti facendole emergere secondo criteri meritocratici.
Infatti anche nella pubblica amministrazione la mancanza di criteri che favoriscano la crescita professionale può creare sacche di inefficienza.
I referendum e le leggi di iniziativa popolare sono strumenti della democrazia diretta.
Importantissimi, quindi, per quella visione di potere partecipato, diffuso, equilibrato, controllato, efficiente che ispira la nostra concezione della democrazia e dell’autonomia.
Lo Statuto apre alla Provincia l’opportunità di utilizzare ampiamente lo strumento referendario prevedendone tre tipi: abrogativo, consultivo, propositivo.
Un elemento da sempre critico nella disciplina referendaria è quello relativo al quorum di partecipanti al voto richiesto per la validità del referendum stesso.
In Svizzera, in Irlanda, Spagna, Regno Unito, Francia e in diversi Stati degli USA (California, Oregon etc), dove l’uso dello strumento referendario è frequente ed efficace, non è previsto alcun quorum. In altri paesi europei è previsto un quorum inferiore alla maggioranza degli elettori: in Danimarca è richiesto il 40 per cento, in Ungheria il 25.
Il disegno di legge presentato si propone di affrontare proprio questo elemento distorsivo considerando gli organi legislativi rappresentativi di tutti i cittadini solo fino al momento in cui i loro atti legislativi non sono contestati” da una parte significativa di elettori che ne chiedono l’abrogazione.
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Scarica file: podg71trasporto ferroviario.pdf 19,88 kB
Scarica file: podg73 appalti pubblici.pdf 24,64 kB