“Scegli tu!” è stato lo slogan delle primarie di domenica scorsa.
E gli elettori hanno scelto. In massa si sono recati alle urne, hanno pagato i due euro ed hanno votato il segretario del PD. Tre milioni in tutta Italia, ventimila in Trentino (molti di più che alle primarie dello scorso anno in cui fu eletto Pacher) sono un segnale di gradimento della formula delle primarie e di grande vitalità del partito. Alla faccia degli avversari che avevano scommesso su un PD in fase calante e di quei commentatori politici che ci avevano spiegato che le primarie per il segretario non potevano funzionare.
Di sperare che il nostro Paese possa risollevarsi e riprendere il suo cammino verso una società di livello europeo, che rispetti i diritti di tutte le persone, che custodisca gelosamente la qualità dell’ambiente in cui viviamo, che offra scuole, ospedali, trasporti efficienti e accessibili, che amministri la cosa pubblica con rigore e trasparenza e apra opportunità di lavoro a tutti e in particolare ai più giovani, premiando il merito e l’impegno.
Il livoroso editoriale dell’Adige di ieri offende l’esperienza politica del più grande partito trentino e i personaggi che dell’articolo sono gli involontari protagonisti: la vittima, “il pacifico Pacher” e il carnefice Kessler, “l’eterno rivale”. Ma prima ancora offende la verità dei fatti. E dai fatti occorre allora ripartire per ragionamenti più sereni e obiettivi.
Venerdì 24 giugno si è costituito in Trentino il “Coordinamento per Bersani segretario del PD”.
Anche in Trentino numerosi sono i sostenitori di Pier Luigi Bersani, un leader forte per un PD plurale e credibile.
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Queste note non hanno la pretesa di configurare una compiuta mozione congressuale. Questo è il compito dei candidati segretari. Più modestamente ci proponiamo di fissare alcuni punti politicamente qualificanti.
Queste sono le nostre idee, i nostri punti fermi. Con questi vogliamo qualificare il nostro sostegno alla candidatura di Pierluigi Bersani.
L'esito del voto ha scatenato inutili polemiche. La ricostruzione dei fatti di Giovanni Kessler
Cari amici,
l’ultima settimana è stata densa di avvenimenti politici, sui quali voglio condividere con voi qualche riflessione.
Il PD del Trentino e i partiti del centrosinistra hanno deciso di rimettere agli elettori la scelta del loro candidato sindaco di Trento. Hanno deciso cioè di non esercitare, di dismettere un pezzo del potere tradizionalmente riservato ai partiti e ai loro iscritti. Un pezzo importante, che negli ultimi anni di degenerazione della vita dei partiti era divenuto il loro principale potere: quello di selezionare la classe dirigente, di decidere sulle carriere dei singoli e così (e con il potere di negare la ricandidatura) di controllare anche il comportamento degli eletti.
Secondo degli eletti nella lista del PD del Trentino, primo partito del Trentino