In questi giorni vediamo un esempio, una concreta conseguenza, dell'assenza del PD in Trentino. Mentre qui noi parliamo di partecipazione, le caselle delle candidature del PD alle politiche se le sono gestite i segretari di Margherita e DS, assieme a colui che ha detto che il PD non si doveva fare per non dipendere da Roma e che è andato a Roma a trattare con i vertici nazionali.
Quello di cui abbiamo bisogno per dare risposta alle esigenze di democrazia, apertura e rinnovamento sono meccanismi realmente democratici, aperti e trasparenti, che consentano l'irrompere della partecipazione democratica degli elettori. Non servono allora altri "tavoli", "soggetti transitori", "laboratori", nuovi "movimenti" che discutono, fanno programmi, mentre i soliti, altrove, prendono le decisioni. Sono superati i tempi in cui ad ogni elezione ci si presenta con un nome diverso: "Trento Democratica", Socialisti Democratici Riformisti" e come si chiamavano DS, Solidarietà e Rete insieme quando poi la realtà rimane sempre la stessa e non cambia il luogo e il modo in cui si decide. Non ci interessa una riedizione di vecchi modelli. E non basta nemmeno affidarsi al carisma delle persone, ai "garanti". Qui siamo tutti adulti e responsabili, ci fidiamo gli uni degli altri e non abbiamo bisogno di nessuno che garantisca per alcuno.
La proposta che qui formulo a nome dell''APD, che è emersa da un''assemblea tenuta ieri, è quella di fare in Trentino un partito politico democratico, che applichi Statuto, Carta dei Valori e Codice Etico del PD; di farne eleggere con voto personale e segreto a tutti gli elettori del Trentino segretario e assemblea, come previsto dallo Statuto del PD; di garantire autonomia politica, organizzativa e finanziaria a questo soggetto. Le primarie per segretario e assemblea dovranno tenersi entro maggio, per consentire al nuovo partito di preparare la proposta politica per le elezioni dell'ottobre.
Questo ci aspettiamo oggi da questa assemblea, niente di più e niente di meno. È un obiettivo su cui lavorare assieme, una proposta inclusiva, unitaria. Questo serve oggi al Trentino. Siamo stanchi di "allenamenti", che qualcuno poco fa ha riproposto: è dodici anni che ci alleniamo per il PD, e dodici anni di allenamento stroncano anche il miglior atleta.
Il nuovo partito è un obiettivo possibile se lavoriamo assieme. Mischiando Obama e Veltroni possiamo dire "Sì, possiamo!". Anzi, "Sì, dobbiamo!". Lo dobbiamo al Trentino e ai trentini che chiedono democrazia.
L''ntervento, tenuto nella prima fase dell''assemblea, non ha avuto alcuna risposta. Nessuno di coloro che sono intervenuti dopo ha nemmeno citato la proposta. Remo Andreolli, che aveva aperto l''assemblea, ha dichiarato che i
DS non si sciolgono e che quello che nasce è un "movimento". Pacher, che ha concluso l''assemblea, ha dichiarato che prende il via un processo per un nuovo movimento, e che i primi di maggio si concluderà la fase di definizione delle regole. Al termine, Pacher è stato acclamato portavoce ed è stato annunciata l''esistenza di un coordinamento, di cui potranno far parte chi vorrà dei 23 costituenti, sindaci e consiglieri e che è "allargabile". Non sono stati svelati i nomi dei componenti.
A chi ha chiesto che si mettessero al voto delle mozioni è stato risposto che non si sarebbe votato nulla e non è stato consentito di illustrare la proposta in assemblea.