Roma, 1 feb. (Apcom) - Il segretario del Partito democratico è automaticamente candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri, secondo lo statuto del Pd. La commissione che sta esaminando la bozza di statuto ha confermato questa opzione scartando l'emendamento Zaccaria che chiedeva di evitare automatismi. Lo stesso Roberto Zaccaria è intervenuto spiegando la sua contrarietà ad una norma giuridica che preveda l'automatica candidatura a palazzo Chigi del segretario del partito. Ragionamento sostenuto anche da Giovanni Kessler, altro firmatario dell'emendamento: con questo automatismo, ha obiettato Kessler, si indebolirebbe l'investitura del candidato premier. Il resto dell'assemblea, guidata da Massimo Brutti, Salvatore Vassallo e Gregorio Gitti si è invece espressa contro l'emendamento Zaccaria, che alla fine è stato ritirato.