"Avanti sulla strada dell'Euregio, ma seguendo altri binari, quelli dei servizi ai cittadini, per garantirne di migliori e a costi più contenuti."
È questo il futuro transfrontaliero, secondo Giovanni Kessler, presidente del Consiglio. Come arrivarci? Cedendo parte delle competenze provinciali. Come ormai avviene sempre più spesso su molti dei temi offerti dall'agenda politica, anche sul progetto di un futuro trasnfrontaliero per il Trentino Giovanni Kessler e Lorenzo Dellai viaggiano su binari diversi. Se il presidente della Provincia fonda le ragioni della collaborazione con Innsbruck nella «peculiarità storica e istituzionale» della nostra terra, per il presidente del Consiglio provinciale le opportunità da sfruttare sono altre.
Daniele Battistel: ”Presidente Kessler, l'intervento sull' Adige del professor Fabbrini ha avuto il merito di risvegliare il dibattito.
Giovanni Kessler: “Altro che «assordante silenzio» di cui lui parla. In questi giorni sono emerse più di una proposta. Anzi, mi pare ingeneroso il commento di Fabbrini sul fatto che le uniche idee le ha Lorenzo Dellai. Lui ha le sue, ma rivendico che altri hanno qualcosa da dire.
Daniele Battistel: ”E la sua idea quale sarebbe?”
Giovanni Kessler: “Adesso l'Euregio è solo un nome, un inutile esercizio politico.”
Daniele Battistel: ”Presidente, il suo non è certo un commento lusinghiero”.
Giovanni Kessler: “Non voglio disprezzare, ma ora dell'Euregio l'unica cosa concreta è il condominio a Bruxelles. È tempo di fare un passo avanti”.
Daniele Battistel: ”Cosa propone?”
Giovanni Kessler: “La realizzazione di un consorzio per l'attuazione di progetti comuni e servizi alla popolazione che, proprio per la loro natura, possono essere realizzati meglio assieme”.
Daniele Battistel: ”In che modo?”
Giovanni Kessler: “I tre territori, Trento, Bolzano e Innsbruck, in un processo federale dovrebbero cedere a questo ente una parte ben definita delle loro competenze amministrative. Si badi bene, non parlo certo di potestà legislative o regolamentari”.
Daniele Battistel: ”In pratica, su certe materie non deciderà più Piazza Dante ma l'Euregio, o come si chiamerà questo nuovo ente. Qualche esempio?”
Giovanni Kessler: “È da discutere. Personalmente penso alla sanità di grande specializzazione. I tre territori, presi singolarmente, sono piccoli. Non possiamo raggiungere l'eccellenza in tutti i settori, ma se ogni realtà si specializza assieme possiamo ottenere una sanità di alto livello. Poi penso alla gestione comune delle problematiche legate ai trasporti e al traffico”.
Daniele Battistel: ”Cos'altro?”
Giovanni Kessler: “L'università, ma anche l'ambiente. Siamo una regione ambientalmente omogenea.Secondo me si tratta di temi che possono anzi, devono essere affrontati a questo livello, perché rimanere sul piano provinciale non ha senso”.
Daniele Battistel: ”In fondo anche Dellai pensa a questo”.
Giovanni Kessler: “Ma io dico che oltre a ragioni storiche e politiche ci sono delle motivazioni amministrative: assieme si fa meglio e con meno soldi. Non faccio grandi filosofie, sono molto concreto”.
Daniele Battistel: ”Ha già pensato ad un nome per questa nuova Euregio?”
Giovanni Kessler: “Non ho proposte, dico solo che l'Euregio è un nome di genere, non di specie. Dovrebbe essere un ente territoriale la cui istituzione è prevista da un regolamento europeo del 2008 che sta per diventare applicabile anche in Italia e che prevede la nascita di «Gruppi europei di cooperazione territoriale».
Daniele Battistel: ”Un ente con personalità giuridica, dunque”.
Giovanni Kessler: “Certo, una specie di confederazione voluta dal basso, con uno statuto, un esecutivo, un'assemblea con compiti di dibattito e controllo”.
Daniele Battistel: ”L'ennesimo carrozzone che moltiplica le sedie?”
Giovanni Kessler: “È facile immaginare che l'esecutivo sia formato dalla delegazione delle tre giunte. La stessa cosa per l'assemblea”.
Daniele Battistel: ”Perché non la convince la strada indicata da Dellai, cioè partire dalle possibilità che offre l'accordo di Madrid”.
Giovanni Kessler: “Innanzitutto è un accordo tra Stati, che risale all'80 e che in Italia è stato ratificato solo in parte. Il nostro Paese non ha mai modificato il proprio ordinamento per renderlo applicabile”.
Daniele Battistel: ”Questo l'ha detto a Dellai?”
Giovanni Kessler: “Quando ci siamo incontrati per il Dreier Landtag non abbiamo mica parlato soltanto della cena per i tre consigli”.
Daniele Battistel: ”Presidente, lei fa una proposta articolata ma Dellai nell'intervista all' Adige ha rimarcato il fatto che la rappresentanza della volontà politica del Trentino tocca a lui, non al presidente del Consiglio”.
Giovanni Kessler: “Io ho un ruolo di moral suasion . Ora tocca alle forze politiche portare aventi il discorso. Certo non posso non dire che noi trentini avremmo da guadagnare a tenerci collegati con il mondo tedesco con cui abbiamo vincoli non insignificanti”.
Daniele Battistel: ”Anche lei si vestirà con le giacche di lana cotta?”
Giovanni Kessler: “Non ce ne sarà bisogno. Non serve la giacchetta per affermare l'appartenenza”.
Pubblicato su "L'Adige"
3 aprile 2009
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